Inviare notifiche push

 

Database

Requisito fondamentale per iniziare la configurazione necessaria all’invio della push è avere un database in cui sia configurato il medium push.

Il medium push necessita, a differenza del medium email/sms che richiede di specificare il singolo campo del database che contiene l’indirizzo email/numero di telefono da utilizzare, di specificare tre campi del database:

  • Subscriber ID -> il campo che contiene l’id del device
  • Endpoint Type -> il campo che contiene l’identificativo del vendor. I valori ammessi sono APN per Apple e GCM per Google. Importante: i valori devono essere necessariamente scritti in maiuscolo
  • Application Code -> il campo che contiene il codice identificativo dell’applicazione push

clab-configuradbpush

Figura 1

Configurazione applicazione mobile

Dopo aver configurato un database con un medium push è necessario configurare l’applicazione mobile. E’ possibile configurare una o più applicazioni.

Nella sezione Configura -> Applicazione mobile è possibile configurare l’applicazione mobile (fig. 2) . Possono essere configurate una o più applicazioni.

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Figura 2

Un’applicazione è composta da:

Code -> codice univoco alfanumerico (sono accettati lettere, numeri e punti con un max di 155 caratteri). E’ il codice utilizzato nel campo Application Code del database per identificare gli utenti riferiti a quell’applicazione; a titolo di esempio com.contactlab.challenge15, ID della app di Contactlab disponibile su Apple App Store. Nome -> nome con cui identificare l’applicazione. Descrizione -> campo di testo in cui è possibile inserire una piccola descrizione dell’applicazione. Ambiente -> le applicazioni push possono essere pubblicate per due ambienti:

  • produzione -> applicazione pubbliche sui relativi store
  • sviluppo -> applicazioni non pubbliche ed usate per test e/o sviluppo Attenzione: al momento è possibile configurare una applicazione come produzione o come sviluppo in modo esclusivo. La modifica successiva alla prima impostazione di questo valore NON può essere fatta in autonomia se non con il supporto del nostro Staff, implicando il passaggio e l’abilitazione di un nuovo certificato.** Vendor -> sono i “canali” abilitati dell’applicazione. Ogni applicazione per essere abilitata all’invio deve fornire un certificato da caricare in caso di Apple o un api key in caso di Google. Il colore delle icone indica lo stato dei canali abilitati:
  • Grigio: vendor non configurato
  • Giallo: vendor configurato ma in attesa di abilitazione. Ogni vendor deve essere abilitato dal nostro Staff dopo il caricamento/modifica del certificato e/o api key.
  • Verde: vendor configurato e pronto per l’uso

Creare una nuova applicazione

Per creare una nuova applicazione cliccare sul bottone “+Aggiungi applicazione” ed inserire le informazioni richieste (v. fig.3) .

clab_conf_applicazionemobile_aggiungiFigura 3

I campi da definire obbligatoriamente sono i seguenti: – Ambiente -> definire se si tratta di un’applicazione pubblicata sullo store (produzione) o se è di test/sviluppo IMPORTANTE: questo determinerà l’uso di distinti canali di trasmissione push la cui incorretta configurazione potrà pregiudicare una corretta ricezione delle push stesse.** – Code -> codice univoco alfanumerico (sono accettati lettere, numeri e punti con un max di 155 caratteri) – NomeDatabase utenti -> viene mostrata la tendina con la lista dei database con il medium push configurato – Dati del vendor -> va configurato almeno uno dei due vendor inserendo, nel caso di Apple, certificato P12 con relativa password mentre per Google l’api key.

L’associazione con il database utente è fondamentale in quanto con le push non viene utilizzato alcun gruppo push, ma la singola applicazione è legata ad un singolo DB.

Al momento della creazione dell’applicazione vengono creati automaticamente tre filtri nel database scelto (fig. 4) per aiutare l’utente ad individuare gli utenti di una specifica applicazione nel caso sullo stesso database convivessero utenti di più applicazioni .

clab_conf_applicazionemobile_filtriFigura 4</span

I filtri creati sono tre: – Filtro che prende tutti gli utenti dell’applicazione identificato con il nome “

 Nome applicazione" - Filtro che prende tutti gli utenti apple dell'applicazione identificato con il nome "
 Nome applicazione APN" - Filtro che prende tutti gli utenti google dell'applicazione identificato con il nome "
 Nome applicazione GCM"

Inoltre, nella creazione di un filtro su database con medium push configurato, ora è disponibile una nuova sezione (riquadro evidenziato dell’immagine sottostante) in cui sarà possibile associare il filtro ad una specifica applicazione e/o vendor. Questo oltre a creare l’associazione con l’applicazione fa si che la condizione creata nel filtro sia limita all’applicazione e/o vendor selezionato.

clab_conf_applicazionemobile_nuovofiltro

Figura 5

Creare una spedizione push

Dopo aver configurato l’ambiente è possibile creare una spedizione push.

Dalla sezione crea -> spedizione push è possibile selezionare l'applicazione a cui inviare la push (fig. 6). E' possibile inviare la push solo ad applicazioni con almeno un certificato/api key approvato.

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Figura 6

Cliccare su "Crea una nuova spedizione" per procedere (fig. 7)

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Figura 7

Nello step successivo impostare i "Parametri di spedizione" (fig. 8)

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Figura 8

Definire quindi:

  • Titolo della spedizione -> il titolo è obbligatorio in quanto a differenza delle email non esiste un oggetto con cui è possibile identificare la spedizione.
  • Filtro della spedizione -> il filtro preselezionato è quello base dell’applicazione (“
     Nome applicazione” che include tutti gli utenti dell’applicazione di interesse).

Selezionare da menù a tendina il filtro di spedizione oppure crearne uno combinato.

  • Charset -> set di caratteri con cui è encodato il messaggio. Di default sarà selezionato il charset del database legato all’applicazione.

Cliccare su avanti per procedere.

Nello step successivo andremo a definire il contenuto del messaggio push (fig. 9)

Il messaggio della push non è formato solo dal messaggio ma da altri parametri che si possono inviare all’applicazione per tracciare aperture, link ed eventuali variabili custom per condizionare il funzionamento dell’applicazione.

Le sezioni che compongono l’editor del messaggio push sono:

  • Messaggio
  • Links
  • Custom data
  • Opzioni Apple
  • Opzioni Google

Messaggio

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Figura 9

Il tab messaggio è composto dai seguenti elementi evidenziati in figura 9:

  1. Switch che comanda il tipo di anteprima tra dispositivi Apple/Google.
  2. Anteprima del messaggio.
  3. Pulsanti per scegliere il tipo di notifica da visualizzare nell’anteprima in base al dispositivo scelto. Esempio: lock screen, banner, notification center. Nota: la modalità di visualizzazione della push dipendono dal Sistema ricevente e dallo stato della applicazione cui la push è destinata.**
  4. Text area dove viene inserito il testo della push.
  5. Conteggio dei caratteri del testo della push. In caso venga inserito un campo dinamico nel testo della push è possibile richiedere un conteggio puntuale tenendo il considerazione il valore massimo del campo dinamico scelto.
  6. Lista dei campi dinamici utilizzabili nel testo della push. Attraverso l’icona “+” è possibile inserirli nel testo.
  7. Da qui è possibile definire se si vuole inserire nel messaggio della push il link del tracciamento delle aperture. Se è flaggato va definita anche la chiave della variabile a cui legare il link di tracciamento. Nota: la gestione del link di tracciamento aperture fatta in Contactsend è condizione necessaria ma non sufficiente alla registrazione delle stesse. Il ciclo va completato con il supporto e la cooperazione dell'applicazione ricevente.**
  8. Numerosità dei dispositivi Google ed Apple della spedizione in base al filtro scelto.

Link

Il tab "Links" da la possibilità di definire "N" link da inserire nel messaggio della push.

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Figura 10

Questa sezione è composta dai seguenti elementi evidenziati in figura 10:

  1. Key -> variabile da assegnare al link per consentire all'app ricevente di gestirlo in modo opportuno (ad esempio visualizzando la pagina web in apposita view).
  2. Url -> url del link.
  3. Opzioni del link: a. Track -> è possibile tracciare l’apertura del link. b. Short -> è possibile “shortare” il link style servizio bit.ly. Questo è utile per diminuire il peso del payload del messaggio push.
  4. Pulsante per aggiungere un altro link.
  5. Pulsante per eliminare il link definito.

Custom data

Il tab “Custom data” ha lo stesso funzionamento del tab “Links”. Qui si ha la possibilità di definire delle variabili personalizzate da passare all’applicazione formate da una chiave (key) ed un valore.

clab_crea_spedizionepush06

Figura 11

Questa sezione è composta dai seguenti elementi evidenziati in figura 11:

  1. Key -> chiave con cui identificare il valore custom (utilizzabile,ad esempio, per gestire il deep link).
  2. Valore da passare.
  3. Pulsante per aggiungere un altro custom data.
  4. Pulsante per eliminare il custom data definito.

Opzioni Apple

clab_crea_spedizionepush07Figura 12

Il tab "Opzioni Apple" è composto dai seguenti elementi evidenziati in figura 12:

  1. Badge -> numero da mostrare sull’icona dell’applicazione
  2. Sound -> suono personalizzato per la ricezione di questo messaggio push.

Opzioni Google

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Figura 13

Nel tab “Opzioni Google” si può definire il nome della variabile che contiene il testo della push nel payload inviato a Google (fig. 13).

Definito il messaggio della push il successivo step è un riepilogo ed anteprima della spedizione (fig.14).

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Figura 14

In questo step è possibile visualizzare un’anteprima quasi reale per tutti gli utenti del testo della push in base al terminale dell’utente . E’ possibile scorrere le anteprime utilizzando la pulsantiera sottostante.

Nell'ultimo step "Metodo di spedizione" andiamo a definire il tipo di invio e ad effettuare la spedizione di test (fig. 15)

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Figura 15

Nel dettaglio questa schermata si compone dei seguenti elementi:

  1. Spedizione di test -> qui si ha la possibilità di inviare una spedizione di test verso un filtro dello stesso database marcato come filtro di test.
  2. Spedizione effettiva -> è possibile definire se devono essere eliminati o meno i terminali duplicati al momento della spedizione per evitare di contattare un utente più volte.
  3. Invio unico -> permette di configurare varie opzioni: a. Creare una spedizione singola. b. Creare una spedizione partizionata. c. Creare una spedizione ricorrente.

Cliccare su Fine per concludere la spedizione. ATTENZIONE: in questa fase non viene ancora effettuato alcun invio, ma si conclude semplicemente la creazione della spedizione push. L'invio effettivo dovrà essere effettuato dalla sezione "Comunica -> Gestione spedizioni push"

Inviare una push

Nella sezione Comunica -> Gestione spedizioni push è possibile gestire tutte le spedizioni email in uscita da ContactLab. (fig. 16)

clab_comunica_spedizionepush

Figura 16

Il funzionamento e le funzionalità sono le medesime degli altri medium.

Si potrà quindi, tra e altre opzioni: 1. Visualizzare le spedizioni pronte 2. Inviare le spedizioni 3. Programmare l’invio delle spedizioni 4. Configurare e/o effettuare l’invio immediato delle spedizioni ricorrenti

Statistiche

I risultati derivati dall’invio di una spedizione push sono visibile, come per gli altri medium, nella sezione “Controlla -> Archivio spedizioni”.

clab_controlla_archiviospedizionipush

Figura 17

Le statistiche sono ridotte rispetto alle email in quanto abbiamo solo i dettagli di invio, apertura e click.